Tumori: test in tandem topo-uomo per accelerare la lotta

ROMA – Sperimentare nuove molecole anticancro in tandem nei topi e nell?uomo per accelerare la lotta alla malattia. E? la strategia che negli Stati Uniti ha appena preso il via nell?universita? di Harvard con il coordinamento dell?italiano Pier Paolo Pandolfi, co-direttore del Centro per la ricerca sul cancro dell? universita? statunitense, e presentata oggi dallo stesso ricercatore in una lettura magistrale all?Istituto Regina Elena di Roma. La scommessa e? schiacciare al massimo l?acceleratore della lotta contro i tumori: ?un progetto ambizioso, ma possibile?, dice Pandolfi. Il punto di partenza sono le alterazioni genetiche che causano i tumori. Una volta identificate nei pazienti, e? possibile riprodurle nei topi. Quindi questi animali geneticamente modificati diventano modelli utili per studiare la malattia e per sperimentare farmaci. In altre parole, la ricerca clinica sui tumori comincia a procedere in parallelo tra l?ospedale e una sorta di ?ospedale dei topiù, come lo chiama Pandolfi. Per il ricercatore, che ha lasciato l?Italia anni fa e che da tre mesi si e? trasferito ad Harvard dal Centro per la ricerca sul cancro Sloan Kettering di New York, ?e? ormai chiaro che ogni organo puo? essere colpito da numerose forme di tumore, ognuna delle quali corrisponde a una diversa alterazione genetica?. La scommessa, ora, e? scoprire le molecole efficaci in modo specifico contro ognuna di esse. Un lavoro che con le strategie tradizionali richiederebbe anni, ma che potrebbe diventare molto piu? rapido trasformando i topi in una sorta di ?catalogo? dei tumori scatenati dai singoli difetti genetici. Lo abbiamo gia? fatto: con una forma di leucemia (la promielocitica acuta) che poco piu? di dieci anni uccideva in pochi giorni. ?Oggi – dice Pandolfi – siamo in grado di curare questa malattia con tre farmaci, fino a ottenere una sopravvivenza del 100[%] e a eradicare la malattia. Possiamo dire che abbiamo finalmente gli strumenti conoscitivi per curare il cancro in tempi brevi?. La strategia usata per vincere questa malattia e? ora diventata il modello che Pandolfi chiama ?Co-clinical project?, basato sul tandem topo-uomo. Test in tandem topo-uomo: il punto di partenza e? il catalogo dei geni del cancro. Un campo di ricerca nel quale il gruppo di Pandolfi e? all?avanguardia nel mondo. ?Tra non molto – dice l?oncologo – avremo l?analisi completa del genoma del cancro. Le mutazioni identificare finora sono numerosissime: non dobbiamo farci spaventare, ma lavorare per identificare quelle davvero importanti. Quello che e? certo e? che il loro e? un numero finito?. Una volta identificato il gene, questo e? trasferito nel topo per ottenere un modello assolutamente fedele della malattia umana. Attraverso ?ospedali dei topiù cosi? costruiti si puo? migliorare la conoscenza sulle alterazioni genetiche responsabili del cancro e identificare i farmaci giusti. Dati che, nella sperimentazione tandem, diventa possibile trasferire ai pazienti con lo stesso difetto genetico. Scienziati e clinici allo stesso tavolo: li ha convinti a dialogare il gruppo di Pandolfi e a promuovere i test su topo e uomo nei cinque centri clinici dell?universita? di Harvard per tutte le forme di tumore. Il gruppo di Pandolfi, per esempio, lavora su tumori di cervello, pancreas, utero, prostata, ossa e sangue. E altri gruppi di Harvard sono al lavoro per esportare il metodo ad altre malattie, come quelle neurodegenerative, cardiovascolari e metaboliche. Un modello da esportare: e? proprio questo uno dei motivi per cui Pandolfi e? in Italia. ?Il modello e? esportabile e l?idea dice – e? creare una rete di centri attraverso una partnership con diversi centri europei?.


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