Tumori: verso cure con genetica, ricerca prepara terza fase. 400 studiosi riuniti a Firenze, anche tre Premi Nobel

FIRENZE  – ”Dieci anni fa non avremmo pensato di arrivare a questo punto nella ricerca sui tumori. Stiamo
viaggiando bene, possiamo essere fiduciosi, specie ora che si avvicina una nuova fase nelle cure: agire sul patrimonio genetico della cellula”. E’ quanto ha affermato il direttore operativo dell’Istituto toscano tumori, Gianni Amunni, durante il simposio internazionale su genotipi e fenotipi del cancro in corso a Firenze oggi e domani con 400 studiosi. Secondo Amunni ”siamo vicini alle terza fase nella cura dei tumori”. ”La prima fase – ha spiegato – e’ quella applicata fino a pochi anni fa ed aveva l’obiettivo di attaccare le cellule, uccidendo sia quelle cancerogene che sane. Attualmente siamo nella seconda fase, agendo su bersagli cellulari tumorali, riuscendo a selezionare quali uccidere grazie a farmaci ?intelligenti”’. ”La terza fase – ha proseguito – e’ il futuro: agiremo sul patrimonio genetico della cellula affinche’ non devii nella sua funzionalita’, non ‘impazzisca”’.    ”L’applicazione di questa terza fase – spiega Amunni ? non e’ lontana, ma non e’ possibile capire quando potremo applicarla realmente. Sappiamo quasi tutto sui genotipi cellulari, tranne che usare queste conoscenze per tradurle in atti terapeutici. Tuttavia dal tumore si puo’ guarire nel 60[%] dei casi”. Tra gli studiosi e i ricercatori riuniti al Palazzo dei Congressi di Firenze ci sono anche tre premi Nobel nel campo della ricerca biologica: Tim Hunt, protagonista degli studi sul ciclo della divisione cellulare; Gunter Blobel, che ha legato il suo nome allo studio delle proteine delle cellule; e Syndey Brenner, che concludera’ il simposio con una lezione magistrale sull’evoluzione del concetto di malattia genetica. A Firenze e’ arrivato anche il professor Pier Paolo Pandolfi, direttore del ‘Cancer biology & genetics laboratory’ dello Sloan-Kettering institute di New York, uno dei massimi esperti della ricerca sul cancro a livello mondiale. ”Gli esperti presenti a Firenze – spiega il professor Lucio Luzzatto, direttore scientifico dell’Istituto toscano tumori che organizza l’evento – si stanno concentrando su due aspetti: la conoscenza del genotipo, ossia le variazioni genetiche delle cellule che le fanno diventare cancerogene, e come applicare la ricerca sul tumore nella terapia sui pazienti oncologici”.


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