Una regola d’oro: mangiare meno

Vi siete mai chiesti perché mangiamo? E? una di quelle domande semplici dietro le quali si scopre la complessit? dei meccanismi che consentono la vita. Il I motivo ? quello di permettere all?organismo degli esseri viventi di crescere, di passare dallo stadio infantile a quello adulto,in cui si raggiunge la maturit? sessuale e quindi la capacit? di riprodursi. La seconda funzione dell?alimentazione ? quella di conservare la vita. Il cibo d? energia al nostro organismo e mantiene un livello calorico sufficiente a conservare la temperatura del corpo propria di ogni specie. Nel caso dell?uomo 37 gradi centigradi. Che cosa succede se il cibo non arriva? L?organismo preleva calorie dai depositi di grasso, che previdentemente vengono immagazzinati quando ci si nutre. La salute sta nel mantenere in equilibrio questo processo di entrate e di uscite: se si mangia troppo, si va oltre lo scopo naturale per cui esistono i depositi di grasso. E si diventa obesi. Nei paesi del benessere, ? un fenomeno sempre più diffuso, di cui si danno varie spiegazioni. Per alcuni, l?impulso a mangiare oltre misura deriva da una fame ancestrale, sarebbe una specie di comando rimasto nel nostro cervello, e pronto ad attivarsi in presenza del cibo. Si ? persa la buona educazione al cibo. Per altri la spiegazione ? psicologica. Di fatto noi creiamo una situazione anomala, con questo bisogno quasi nevrotico di eccessiva alimentazione. Basta vedere come molte Madri alimentano i figli oggi. Una volta, se si voleva castigare il bambino per qualche marachella, gli si diceva: ?Per punizione andrai a letto senza cena?. Oggi ? tutto capovolto. E sono i figli spesso a ricattare i genitori minacciando di non mangiare, se non gli sia fa vedere al televisione o non si accondiscende a qualche loro capriccio. Invece al regola aurea ? quella di mangiare poco. Non solo per i rischi cardiovascolari legati al sovrappeso, ma anche perché più cibo si introduce e più rischi si corrono per il tumore. Il rischio di tumore ? proporzionale alla quantit? di cibo che si introduce: più cibo, più rischi. Vorrei perci? fare un invito alla frugalit?. Sar? sicuramente controcorrente, ma credo che molte patologie dell?alimentazione siano legate ad una cultura che ha perso di vista il consumo dell?indispensabile. Malattie pesanti come l?anoressia e la bulimia non esistevano quasi, 30-40 anni or sono, ma c?era una buona educazione al cibo, un?attenzione al suo buon uso, che non era dovuto al solo fatto che si era più poveri. Si era certamente meno consumisti. Come diceva Bismark, si pu? uscire dalle regole di un?alimentazione sana il giorno del compleanno. E? importante mangiare una sola volta al giorno ma non deve essere inteso come un modello valido per tutti. Non per i malati o per chi soffre di particolari disturbi gastrici. Bambini e donne in gravidanza hanno bisogno di un?alimentazione più completa; persone che per lavoro bruciano molte calorie hanno bisogno di riequilibrare il dispendio energetico. A cura della dietista Mariagnese Torrisi


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