Velaterapia per 14 ragazzi che hanno vinto il tumore

Sono sbarcati a Cagliari dalla Nave Italia della Marina militare In viaggio ritrovano se stessi dopo la malattia: sono “ambasciatori di speranza”

L’assessore regionale alla Sanità, Simona De Francisci, ha ricordato il progetto della Regione per i bambini iracheni malati di tumore, seguiti all’ospedale Microcitemico. «Rispetto a quanto accade in altri Paesi – ha detto l’assessore – il nostro sistema sanitario tanto criticato ancora funziona. In Sardegna abbiamo 45/46 nuovi casi di tumore infantile all’anno e ospedali di riferimento come il Microcitemico, dove c’è un reparto di oncoematologia pediatrica di grande livello». (di Stefano Ambu )

CAGLIARI Sasha arriva dalla Bielorussia. Ieri sera ha festeggiato il suo tredicesimo compleanno a bordo della Nave Italia della Marina militare ormeggiata al molo Capitaneria del porto di Cagliari insieme ai suoi tredici amichetti e compagni di viaggio, ragazzini tra i quattordici e i diciannove anni provenienti da Ucraina, Russia, Marocco, India e anche Italia. Lingua comune soltanto con alcuni di loro. Ma si sono subito capiti al volo dopo pochi giorni. Insieme hanno attraversato non solo il mare. Ma anche, qualche anno fa, l’esperienza di un tumore. Tra loro c’è chi ha subito un intervento al cervello. Ma tutti hanno vinto. Sono guariti. E ora sono diventati «ambasciatori di speranza» grazie al progetto di velaterapia che li ha portati da Trapani a Cagliari. In barca hanno dormito, giocato, aiutato i marinai ad issare e manovrare i 1300 metri quadrati di vela quando non c’era più bisogno del motore. «Perché – ha spiegato Damiano Rizzi, presidente di Soleterre, la onlus che cura l’iniziativa – guarito il corpo ora bisogna fare qualcosa anche per la mente e per alimentare l’autostima». L’esperienza e i test fatti compilare prima del viaggio e dopo – spiegano gli adulti che hanno guidato e accompagnato i ragazzi – dimostrano che nella traversata si cambia. In meglio. Il viaggio non è finito: i ragazzi rimarranno in Sardegna sino a fine mese, a Buggerru. Con gli accompagnatori si sposteranno da Cagliari, nel Sulcis, dove sono attesi, oltre che a Buggerru, per il secondo anno consecutivo, anche a Fluminimaggiore. «In Italia la percentuale di sopravvivenza – ha continuato Rizzi – è del 70-80 per cento. Ma in altri paesi non è così: a volte mancano proprio le cure chemioterapiche». Poi lancia una bordata-monito ai governi di tutto il mondo: «Ogni volta che si tagliano i fondi per la Sanità – avvisa – bisogna ricordarsi che si tagliano anche i compleanni». «Non una vacanza, ma un percorso – ha detto Gabriele Iannelli, rappresentante della fondazione Tender to Nave Italia onlus – che inizia a terra qualche mese prima di levare l’ancora. Il meglio arriva quando si è tutti a bordo». «I ragazzi – ha spiegato Iannelli insieme al comandante di Nave Italia, Paolo Saccenti – partecipano alle manovre quando si utilizzano le vele. E sono coinvolti in tutte le attività all’interno della barca. Attività alle quali partecipano con grande impegno e attenzione». In Sardegna, ogni anno, si contano quarantacinque nuovi casi di tumore tra i 250mila minori di età compresa tra zero e quindici anni. La Regione quest’anno ha partecipato al’iniziativa della nave della speranza con un contributo di diecimila euro. «Siamo impegnati – ha detto l’assessore regionale alla Sanità Simona De Francisci – in diversi progetti umanitari internazionali. Uno di questi sta consentendo a molti bambini iracheni di curarsi al Microcitemico». A proposito dell’ospedale di via Jenner, De Francisci ha sottolineato che presto si trasformerà in ospedale pediatrico. «Attrezzato – ha detto – anche per l’accoglienza delle famiglie dei piccoli pazienti».


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