Veronesi, contro melanoma sole si? ma con cautela

MILANO – Sole s?, ma con cautela, per prevenire il melanoma: un tumore della pelle che colpisce ogni anno circa 6 mila italiani, con 1.200 morti. Umberto Veronesi, fondatore del Programma melanoma dell?Organizzazione mondiale della sanit? (Oms), ? da sempre fra gli oncologi più ?indulgenti? sui rischi del sole per la salute. ?I dati scientifici sono ancora controversi?, spiega ai giornalisti oggi all?Istituto europeo di oncologia (Ieo) Milano da lui diretto, a margine della presentazione della terza Giornata a favore della ricerca contro il melanoma promossa per domenica 13 aprile da Imi (Intergruppo melanoma italiano) e Lega Calcio. ?Certo, bisogna evitare le scottature. Per ora consigliamo dunque un?esposizione progressiva e continua, senza ?bagni di sole? massicci?, precisa. ?Le scottature vanno evitate soprattutto da bambini?, raccomanda Alessandro Testori, presidente dell?Imi e direttore della Divisione melanomi e sarcomi muscolo cutanei dell?Irccs di via Ripamonti. Sui pericoli del ?re degli astri? per il benessere della pelle, l?esperto non nutre infatti alcun dubbio. Basti pensare che ?nel Sud dell?Italia?, dove sono meno diffusi i fototipi di pelle più a rischio (pelle, capelli e occhi chiari), ?l?incidenza del melanoma ? pari a 4 casi per 100 mila abitanti l?anno, contro i ?12-15 casi su 100 mila abitanti l?anno del Nord-Est?, dove la pelle ? più vulnerabile alle minacce del sole. E ancora. ?Se noi prendessimo un neonato scozzese e lo trasferissimo in Australia, per lui il rischio di melanoma si moltiplicherebbe da un?incidenza pari a 15 casi per 100 mila abitanti l?anno (tipica della Scozia) a quella australiana di 40 casi su 100 mila abitanti per anno?, dice. E ?se invece lo stesso beb? lo portassimo alle latitudini australiane a 10 anni di vita – continua Testori – il suo rischio di melanoma resterebbe pari a quello che avrebbe rimanendo in Scozia?. A ribadire cio? che ?le insidie dei raggi ultravioletti sono particolarmente pesanti nei primi anni di vita, durante i quali si concentra il 60-70[%] dell?esposizione al sole di tutta una vita?, ricorda lo specialista. Ma la stessa prudenza deve valere anche per la ?tintarella artificiale? a raggi Uv, puntualizza. ?Una metanalisi pubblicata dall?Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) di Lione – conferma infatti Sara Gandini, epidemiologa del melanoma all?Ieo – rileva un maggior rischio di neoplasia in chi si sottopone a lampade abbronzanti, specie con alte esposizioni e in giovane et?, fra gli under 25-30?, conclude.


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